Volantino per la costituzione di Genovasolidale

Volantino per la costituzione di Genovasolidale
10 Ottobre 2017 Genovasolidale - admin

Genova, 10 ottobre 2017

GENOVA SOLIDALE

Partendo da Multedo, si cerca di diffondere su Genova una cenere tossica.

Una cenere sparsa a piene mani da mestatori di paura, da cinici con i neuroni specchio che riflettono solo diffidenza, da professionisti nella costruzione del nemico da usare poi come agnello sacrificale, da arditi che brandiscono il grande coraggio di prendere a calci quelli che non hanno la forza di stare in piedi, da instancabili paladini dell’insulto e delle battute razziste sui social, da abili costruttori di paure e incertezze – che si presentano come eroica e salvifica soluzione, mentre arraffano diamanti in Tanzania per poi dire che i migranti vanno “aiutati a casa loro” – o forse da alcuni semplici imbecilli.

LA GENOVA SOLIDALE

ha il cuore, il cervello e la forza per opporsi a questa cenere tossica. La Genova che si è liberata dai fascisti e dai nazisti nel ’45, la Genova del 30 giugno 1960, la Genova che inviò una nave in appoggio alla lotta di liberazione del Vietnam, la Genova che conserva il ricordo dei suoi partigiani, dell’irruzione nazista in Sinagoga del 2 novembre 1943 e degli operai deportati in Germania il 16 giugno 1944, la Genova che non dimentica i suoi nonni espatriati in Nord Europa e in America, la Genova che a Multedo aveva Villa Perla per i figli delle famiglie meno abbienti e ha altre decine di strutture, laiche o religiose, in difesa dei più deboli, la Genova i cui lavoratori insieme a centinaia di immigrati hanno salvato il cantiere di Sestri e che oggi lottano per salvare lavoro e dignità all’Ilva, all’Ericsson e alla Carige. Una Genova con un cuore ma anche un cervello, che sa che una città dove per ogni giovane sotto i 14 anni ci saranno presto tre anziani, ha un bisogno vitale di immigrati.

Una Genova che sa che l’esercizio della solidarietà fortifica i giovani e rinvigorisce gli anziani e che ha constatato in questi giorni che serve uno sguardo che vada molto, molto oltre l’orizzonte di un pugno di voti da prendere o da perdere.

Una Genova consapevole che non è sufficiente fermarsi all’accoglienza ma occorre anche promuovere l’integrazione.

Oggi, dai luoghi di lavoro, dai sindacati, dalle associazioni, dai quartieri, dalle università, dalle scuole, questa solidarietà deve alzarsi in piedi, farsi vedere, confrontarsi, unirsi.