VIRUS E SUPERSTIZIONE

VIRUS E SUPERSTIZIONE
26 Febbraio 2020 GENOVASOLIDALE - Web

VIRUS E SUPERSTIZIONE

La paura può diventare vero e proprio panico. Persino indignazione contro i medici: chiunque tossisca almeno tre volte pretende gli sia fatto un tampone. Ma gli italiani a letto per influenza, prima del corona virus, erano 656.000 e, in un anno, i casi di influenza sono quasi 6 milioni.

Amministratori pubblici preoccupati soprattutto di tutelare sé stessi per non essere imputati di negligenza.

Politici che per arraffare voti hanno avvallato i pregiudizi contro le vaccinazioni, ora sono disponibili a infettare con la superstizione xenofoba e razzista un’opinione pubblica invecchiata, sola e impaurita. C’è da tremare all’idea di un virus proveniente dall’Africa e all’epidemia discriminatoria con caccia all’untore immigrato che potrebbe scatenare.

Mas media che invitano a non farsi prendere dal panico, ma mandano segnali esattamente opposti. Invece di ampliare e rivolgere l’attenzione anche sulle ricadute economiche, politiche e persino sulle relazioni fra gli stati, sono concentrati sulla febbre dell’ombelico italiano. Alzare lo sguardo sul mondo non è un antibiotico, ma almeno può stimolare le nostre ”celluline grigie”.

Il Financial Time scrive che l’epidemia potrebbe costituire una “Chernobyl” per il vertice politico della Cina, prevedendo cambiamenti nelle gerarchie dei nuovi mandarini. Potrebbe anche innescare un ciclo di riforme dall’alto.

Nei rapporti tra la crescente forza economica, politica e militare della Cina nei confronti delle vecchie metropoli occidentali come verrà utilizzata la febbre del Dragone?

Intanto ai terrapiattisti e ai novax si aggiungono i viruscomplottisti.

C’è da riflettere sul fatto  che la scienza, nel paese dove è nata quattro secoli fa,  non abbia ancora sconfitto la superstizione .

Lo chiamano Dumbing down (abbassare il livello nei programmi tv) e serve per allargare la platea e il conseguente business pubblicitario. Se si riesce anche a stimolare il sistema simpatico grazie alla paura il risultato è maggiore.

Kant diceva: ”Abbi il coraggio di usare il tuo intelletto”. Non è facile ed è ancora più difficile quando circolano batteri invisibili e visibilissimi, grazie alle televisioni, mestatori di paure.

Domenico Saguato – Genovasolidale