Virus e complottismo

Virus e complottismo
30 Giugno 2020 GENOVASOLIDALE - Web

La pandemia come frutto di un complotto. Il pensiero complottista cerca trame occulte, intrighi, macchinazioni diaboliche. Vive nella paranoia del sospetto. È sicuro che dietro ad un evento nefasto ci sia un colpevole che deve essere smascherato, portato alla luce e sottoposto al pubblico ludibrio.

Certamente sorprende che lo sviluppo scientifico,ancora nel XXI secolo, non sia riuscito a sconfiggere le fantasie magiche e le favole complottiste. Donatella Di Cesare, nel suo saggio Virus sovrano?, sostiene che il complottismo è alimentato dall’incertezza, lo sgomento, e il timore, “in un mondo che appare un caos impenetrabile”. Inoltre “la fantasia complottista soddisfa il bisogno di certezze, la necessità di trasparenza, il desiderio smodato di spiegare e razionalizzare tutto”. Ricercare le cause, in sé, è positivo, ma la pigrizia mentale porta alla scorciatoia della semplificazione: cercare una sola causa, come scriveva Marx ”E’ un metodo molto persuasivo per l’ignoranza e la pigrizia…”.

Donatella Di Cesare scrive: “Tutto può essere ricondotto a un’unica causa che agisce intenzionalmente, con una volontà soggettiva e persecutoria”. Purtroppo non mancano libri di storia e trasmissioni televisive che, anche nei grandi fenomeni storici e sociali, cercano il soggetto, l’uomo o la setta che ha programmato e determinato l’evento. Certamente spesso ci sono dei mandanti con nome e cognome, ma alcune ripugnanti contraddizioni sociali sono prodotte dall’anarchia della produzione capitalistica e dalle leggi coattive della concorrenza. Come ha scritto Frank Snowden, professore di Storia della medicina a Yale, “La prevenzione delle pandemie non frutta denaro; ecco perché nessuno la prende sul serio” (Der Spiegel, 25 aprile 2020).

La mancanza di semplici mascherine ha favorito la morte persino di medici, infermieri e ospiti delle RSA. Nel comune di Genova, nei mesi peggiori della pandemia, dal 20 febbraio al 20 aprile, nelle strutture sanitarie non ospedaliere sono morte 513 persone, nello stesso periodo sono state 245 nel 2018 e 221 nel 2019.

A livello elettorale paga maggiormente e costa molto meno stendere red carpet piuttosto che controllare le necessarie riserve degli ospedali e finanziare presidi sanitari. Anche la Corte dei conti ha accusato le pubbliche amministrazioni di essere inadeguate di fronte all’attacco del coronavirus per la sottrazione di risorse al sistema di assistenza sul territorio: ambulatori, servizi di prevenzione, medici e infermieri.

E a livello internazionale? L’Organizzazione mondiale della sanità è l’agenzia specializzata delle Nazioni unite fondata nel 1946 ed entrata in vigore nel 1948, con sede a Ginevra, a cui aderiscono quasi tutti i paesi del mondo, 193. Secondo la sua Costituzione l’obiettivo è “il raggiungimento, da parte di tutte le popolazioni, del più alto livello possibile di salute”, definito come “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale e non soltanto come assenza di malattie o di infermità”.

La propaganda usa proclami altisonanti e si pone obiettivi grandiosi: l’OMS propone, per tutte le popolazioni, “il totale benessere mentale e sociale”. Poi milioni di bambini senza acqua potabile, senza farmaci e senza pane. Inoltre nel biennio scorso i contributi totali all’OMS sono stati pari allo 0,003% del Prodotto lordo mondiale. Una piccola goccia in confronto al grande lago mortifero della spesa militare.

Domenico Saguato, Genovasolidale