PORTARE DONNE E BAMBINI NEI LAGER, IERI E OGGI

PORTARE DONNE E BAMBINI NEI LAGER, IERI E OGGI
18 Novembre 2019 GENOVASOLIDALE - Web

Il 13 maggio 1939 il transatlantico St. Louis partì da Amburgo per Cuba. A bordo 928 ebrei, in maggioranza donne e bambini, in fuga dalle persecuzioni naziste. Il presidente cubano, su pressione del governo tedesco, dichiarò nulli i visti e per rinnovarli chiese un’ingente somma che solo 29 riuscirono a pagare. Il Capitano della nave chiese ai vari paesi americani di accogliere i profughi. Nessun governo aprì i porti, neppure quello degli Stati Uniti, nonostante le migliaia di lettere inviate dai cittadini americani al presidente (democratico) F. D. Roosevelt. La notizia della nave “dei dannati”fu ripresa da diversi giornali, mentre la propaganda nazista utilizzò l’episodio per sostenere che  nessun paese voleva gli ebrei.

Il capitano della St. Louis si rifiutò di riportare gli ebrei in Germania e minacciò di affondare la nave vicino alle coste inglesi per obbligare il paese ad accettare i profughi. Infine riuscì a trattare le quote da accogliere: nel Regno Unito (288), in Francia (224), in Belgio (214) e nei Paesi Bassi (181). Ma l’anno seguente Francia, Belgio e Paesi Bassi furono invasi dall’esercito nazista e risulta che 254 tra i passeggeri del St. Louis furono uccisi nella shoah.

254 persone che avrebbero potuto salvarsi e che avevano visto dagli oblo la terra della salvezza  furono costretti a riattraversare l’oceano verso un destino di morte. L’episodio è noto anche grazie al film del 1976 Il viaggio dei dannati di Stuart Rosenberg e centinaia di volte, con grande enfasi, è stato detto e scritto «mai più tragedie simili». Invece è nuovamente successo con i profughi riportati nei campi di tortura libici. Molte le analogie e anche le differenze tra l’episodio degli anni ’30 del secolo scorso e quelli del XXI secolo. Certamente è triste notare che allora gli Stati Uniti ed il Canada, con atteggiamento pilatesco, si lavarono le mani sulla sorte della nave “privata” carica di ebrei. Negli ultimi anni invece sono state le stesse imbarcazioni statali a riportare i profughi nei lager degli stupri e delle torture.

Domenico Saguato – Genovasolidale