NUOVE NOTIZIE E INSEGNAMENTI DA MULTEDO

NUOVE NOTIZIE E INSEGNAMENTI DA MULTEDO
12 Febbraio 2018 GENOVASOLIDALE - Web

Ultime notizie su Multedo, con riferimento agli articoli di Franco Monteverde (La Repubblica, 06.02.2018) e di Marco Imarisio (Corriere della Sera, 08.02.2018).

Finalmente leggiamo che l’ex asilo Govone è allacciato alla rete fognaria comunale e quindi cade una delle tesi sostenute da “un gruppo di agguerriti residenti di Multedo, assistiti dall’ineffabile avvocato capogruppo di Fratelli d’Italia a Tursi”. Però la ASL fa presente che a non essere allacciate alle fognature sono un gruppo di caseggiati, nelle vicinanze dell’asilo, dove vivono anche alcuni firmatari del ricorso. Insomma, i miasmi provenivano dalla cacca dei bianchi, non in regola, che protestavano contro la cacca dei neri, in regola con le leggi.

Finalmente il giudice ha dichiarato che le tesi per cui i profughi avrebbero potuto armare con una bomba un drone e lanciarlo dal tetto dell’asilo contro i depositi della Carmagnani per distruggere il Ponente genovese sono “mere illazioni, come tali prive di alcun valore”. Eppure queste “illazioni”, che come scrive Franco Monteverde dovrebbero “tutt’al più muovere al riso qualsiasi persona di buon senso” sono state scritte sui giornali, diffuse nel quartiere e nell’intera città, discusse e approfondite da consiglieri comunali, portate a conoscenza del Sindaco e infine esposte persino in tribunale. E tutto questo per molti mesi.

Nella favola il monarca viene smascherato, alla sua prima uscita, dall’osservazione di un bambino: “Il re è nudo”. A Genova, la cenere tossica sparsa a piene mani ha talmente offuscato cuori e cervelli da richiedere l’intervento della magistratura per definire, con linguaggio giuridico, “illazioni prive di alcun valore” evidenti idiozie, nel linguaggio comune.

La sentenza del giudice ha anche messo in dubbio la titolarità dei ricorrenti a parlare a nome della”gente”:i firmatari del ricorso in parte non vivono nel quartiere, mentre quelli che abitano a Multedo non hanno dimostrato di avere figli in età da asilo. Infine la beffa: i ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese processuali alla controparte (7.290 euro).

Condividiamo l’atteggiamento di mons. Giacomo Martino, riportato nell’articolo di Franco Monteverde, che vuole guardare avanti, si lamenta solamente perché ha perso un sacco di tempo, non vuole mettersi “sullo stesso piano, sterile, di quelli che <parlano di pancia>” e sottolinea il pericolo di “cedere alla tentazione del conflitto, della rissa, anche quando ti prudono le mani”. Quest’ultima nota, “quando ti prudono le mani”, forse gli è scappata, ma lo rende ancora più umano e nessuno potrà mai biasimarlo. Nei momenti più caldi della vicenda Multedo, ci era stato suggerito che forse don Giacomo avrebbe avuto bisogno di un maggior supporto da parte della società civile. Se l’impegno di Genovasolidale gli ha fornito anche solo un briciolo di questo supporto ne siamo lieti. Certamente sono stati determinanti l’azione e il comunicato dei ragazzi della FIOM; da quel momento, nel quartiere, alcuni personaggi si sono dileguati e non abbiamo più visto, sventolati davanti a TV e giornalisti, striscioni contro i preti, “gli uomini vestiti di nero”.

Ma la vicenda di Multedo ha insegnato anche altre cose. Di fronte a fenomeni di xenofobia non serve criminalizzare chi è caduto nella trappola dell’odio, non bisogna rifiutare il confronto o stancarsi di argomentare ma serve soprattutto essere saldi nei principi. A chi dice “non sono razzista però…” non abbiamo risposto “siamo per l’accoglienza però…”

Franco Monteverde, nel suo articolo, ha saputo coniugare pungenti e spiritose prese per i fondelli dei facinorosi di Multedo ad acute e serie frasi di Gesù. Nel Vangelo leggiamo anche: “la tua risposta sia sì sì oppure no no”. Siamo per l’accoglienza? Sì sì, perché ci sentiamo parte di un’unica grande famiglia umana; sì sì, perché questi ragazzi fuggono da massacri, guerre, dittature, torture, carestie mortali; sì sì, perché Genova aveva 800.000 abitanti e oggi è scesa a 580.000; sì sì, perché i nostri anziani possono vivere abbastanza dignitosamente grazie a centinaia di migliaia di lavoratrici straniere; sì sì, perché nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro il sindacato potrà difendere i lavoratori solo grazie all’unione di bianchi, neri e gialli; sì sì, perché il cantiere di Sestri Ponente oggi è aperto e in pieno sviluppo grazie alle lotte portate avanti da uomini e donne di 55(cinquantacinque) nazionalità diverse.

Nell’assemblea costitutiva di Genovasolidale al teatro Verdi, Ivano Bosco, segretario generale della Camera del lavoro, ha ricordato come i lavoratori di Genova sono sempre stati in prima linea nelle lotte contro l’intolleranza e il fascismo. Gilberto Salmoni, che è riuscito a salvarsi dall’inferno di Buchenwald, ci ha spiegato dove può portare l’odio delle folle. Il partigiano Giordano Bruschi ha dichiarato la nostra disponibilità a parlare con gli abitanti di Multedo. Tutti abbiamo affermato il nostro sì sì all’accoglienza. Con questo atteggiamento abbiamo visto indecisi passare dalla parte dell’accoglienza, timorosi acquistare fiducia, chi aveva taciuto di fronte all’arroganza della discriminazione farsi avanti, uomini e donne che si sentivano isolati uscire allo scoperto, chi si era seduto nell’indifferenza alzarsi in piedi. Come ha scritto Roberto Malini, c’è stato il risveglio di molte coscienze. Questa è, a mio avviso, una delle lezioni più importanti emerse da tale esperienza, da conservare nel cuore e nel cervello. Grazie Multedo.

Poi c’è il problema dell’integrazione. E su questo nodo cruciale i se e i però sono concessi. La commissione di Genovasolidale sta lavorando per avanzare alcune proposte concrete. Ne parleremo quando, dopo il 4 marzo, speriamo, circolerà meno cenere tossica.

Domenico Saguato per Genovasolidale