Migranti a Struppa, un’assemblea significativa

Migranti a Struppa, un’assemblea significativa
8 Maggio 2019 GENOVASOLIDALE - Web

Lettera inviata a La Repubbblica in data 08.05.2019

Cinquanta migranti ospitati a Villa Ines, un centro gestito da Caritas – Migrantes. Martedì 7 maggio, assemblea promossa dal Municipio Media Val Bisagno, con partecipazione di don Giacomo Martino, per permettere ai cittadini di “avere tutte le informazioni e le risposte ai vari dubbi”. La sala della parrocchia di San Siro è strapiena già prima delle 21, molti devono ascoltare dall’esterno, alcuni giovani indossano la maglia della FIOM, un altero carabiniere, in alta uniforme rimane in disparte.

In sala anche Giordano Bruschi, partigiano, animatore di molte iniziative culturali per l’amata valle e da poco nominato presidente di una “Valbisagno Solidale”, costruita frettolosamente da un nutrito numero di cittadini del quartiere per prevenire le tristi fiaccolate che hanno oscurato, per un breve periodo, il quartiere di Multedo.

Le domande poste da cittadini e da esponenti di partiti riguardano l’idoneità e il controllo notturno di Villa Ines, la concentrazione di 50 giovani maschi, la situazione, i percorsi educativi e lavorativi dei migranti.

Don Martino, supportato da Maurizio Aletti della Coop”Un’altra storia”, risponde con precisione senza sottacere le problematiche di un percorso imposte dalle nuove norme che coinvolgono il terzo settore.

All’inizio c’è una certa tensione. Poi l’intervento di Gianfranco Vaccaro, un ex impiegato del Cantiere di Sestri, che mette in evidenza i vantaggi che i migranti hanno portato all’industria genovese e i valori dell’accoglienza. Un fragoroso applauso sigilla le sue riflessioni. La discussione continua sempre più pacata. I fantasmi di Multedo si sono sciolti in quel confine tra periferia e campagna di Via Creto, anche allora 50 migranti giovani maschi, una struttura considerata inadeguata e le bordate contro don Martino.

Infine le conclusioni dell’Assessora alla Cultura Barbara Comparini che ringrazia, con visibile commozione, tutti i presenti per un dibattito non urlato ma costruttivo e sottolinea la certo non facile sfida dell’accoglienza e dell’integrazione che però può arricchire tanto i migranti, che la comunità locale. Una comunità che, se non intervengono gruppi organizzati che fomentano razzismo e xenofobia, sa esprimere i valori dell’accoglienza e della solidarietà.

Domenico Saguato