Lotta al coronavirus: modello europeo e modello cinese

Lotta al coronavirus: modello europeo e modello cinese
31 Marzo 2020 GENOVASOLIDALE - Web

I diversi atteggiamenti dei governi e della popolazione nei confronti della pandemia hanno aperto un dibattito sul modello occidentale e cinese. Molti sottolineano le diverse culture: quella confuciana mette al primo posto disciplina e obbedienza. In Occidente prevale la libertà individuale.

Per i regimi politici vengono contrapposti vantaggi e svantaggi del centralismo del regime a partito unico rispetto a quelli delle democrazie liberali. Il sistema liberale sconterebbe gli attriti del pluralismo partitico e la scarsa disciplina delle masse determinata dall’individualismo. La rigida gerarchia burocratica del partito mandarino avrebbe determinato i ritardi con cui è stata affrontata e resa pubblica l’epidemia.

I modelli ideologici e politici hanno un ruolo ma è stata decisiva la stazza continentale della Cina, che ha isolato Wuhan e la regione dell’Hubei e ha concentrato le energie del suo vasto territorio su quelle zone. L’Europa ha pagato una scarsa centralizzazione che affida la Sanità agli Stati e spesso alle Regioni. Gli Stati Uniti, oltre alle iniziali scelte di Trump, scontano i limiti di un sistema sanitario non universale.

Viene spesso citata la cultura occidentale, un concetto che ha cambiato significato nel tempo. Nell’Ottocento la civiltà occidentale era vista come proveniente dall’Oriente: Egitto, Fenicia, Persia, India.

Il declino relativo degli Stati Uniti e dell’Europa ha riportato l’attenzione sul libro di Oswald Spengler, Il tramonto dell’Occidente, pubblicato dopo la prima guerra mondiale. Il testo aveva come titolo originario Der Untergang des Abendlandes, cioè il tramonto della terra della sera. Il concetto di Occidente era molto diverso da quello di oggi: non veniva contrapposto all’Asia, ma era considerato in opposizione soprattutto all’antica cultura classica.

Dopo la seconda guerra mondiale l’Occidente era contrapposto all’Oriente sovietico: l’URSS e gli altri Paesi del falso socialismo.

Oggi i contenuti fondamentali della cultura occidentale sono considerati la libertà, la democrazia, la tolleranza, il pensiero scientifico, l’individualismo. Questo concetto è diventato, per l’Occidente, un’espressione  elogiativa ed è stato reificato. Trasformato in una cosa: qualcosa di oggettivo che caratterizza da molto tempo la nostra civiltà, anzi la civiltà tout court. Si dimenticano il razzismo, l’imperialismo, il militarismo, i regimi fascisti, i genocidi, le guerre. La “civiltà occidentale”, che indubbiamente ha grandi meriti storici, può diventare un’arma ideologica nei confronti dell’imperialismo cinese.

Il Dragone agita la bandiera del falso socialismo. Si propone come il paese dell’armonia, in passato vittima delle guerre dell’oppio da parte dell’Occidente.

Sarà da verificare se la pandemia gli darà vantaggi economici ed ideologici nei confronti degli Stati Uniti, nella sua ascesa a prima potenza mondiale. Il confronto è in corso.

Domenico Saguato, Genovasolidale