L’intolleranza il razzismo e la speranza che ci arriva dai ragazzi

L’intolleranza il razzismo e la speranza che ci arriva dai ragazzi
12 Aprile 2019 GENOVASOLIDALE - Web

Pubblichiamo l’articolo di Domenico Saguato uscito su La Repubblica in data 12.04.2019

“La parola è un grande sovrano, che con un corpo minuscolo e invisibile compie le imprese più divine. Ha il potere di far smettere la paura, eliminare il dolore, infondere gioia, aumentare la comprensione”.

E’ il delirio di un pazzo? No, la frase è tratta da L’encomio di Elena del filosofo greco Gorgia, nato a Lentini, Siracusa nel 490 a.C.

Oggi diremmo che la parola è un tiranno arrogante, che con un corpo muscolare e invadente ha il potere di far aumentare la paura, infondere odio, sopprimere la compassione. Ma non assolutizziamo.

Nei primi mesi del 2019 l’ANPI e il Centro di Documentazione Logos hanno promosso moltissime iniziative su antifascismo e accoglienza per molte scuole: Bergese, Rosselli, Nautico San Giorgio, Nautico Camogli, Klee, Scuola Germanica, Lanfranconi, Abba, Gastaldi, King, Liceti, Cassini, Odero, Gobetti, per un totale di 71 classi.

Non c’è stato un solo episodio di intolleranza o di razzismo. Sia negli incontri rivolti ad una sola classe così come all’auditorium del Nautico San Giorgio o al Cassini, con centinaia di studenti, ci sono state sempre attenzione, domande, voglia di capire.

Grazie all’instancabile impegno di Giordano Bruschi abbiamo anche consegnato a molti studenti diversi libri sui temi trattati. Ci siamo resi conto, ammettiamolo, anche con un certo stupore, che in questi incontri gli studenti non hanno emulato i personaggi farseschi che, ingigantiti dalle televisioni e dalla rete, fanno dell’insulto, della rissa e persino dell’ignoranza un titolo di merito.

Anche Alessandra Ballerini, su La Repubblica del 31.3.2019, metteva in risalto le “preziose domande” dei giovani che evidenziavano come”qualcosa in questa nostra umanità confusa si può salvare”.

Certamente anche i giovani sono vittime delle ideologie dominanti. Ma annotiamolo: c’è un terreno fertile per i semi della solidarietà e dell’impegno nelle giovani generazioni.

Inoltre queste considerazioni possono portare un po’ di luce negli animi sconfortati di molti adulti travolti e annichiliti da un pessimismo politico che spesso diventa pessimismo antropologico.

Il secolo dell’Asia scuote il vecchio continente,la sua economia, le stratificazioni sociali e le ideologie.

I colpi della crisi del 2008, i flussi migratori, il venir meno di aspettative di un tenore di vita continuamente in ascesa generano incertezza, risentimenti, rancori, paure. Producono soprattutto disorientamento, ma anche bisogno di chiarezza. Non mancano i giovani che “in questa umanità confusa”ne sono attratti.