Le parole che salvano e il I Maggio

Le parole che salvano e il I Maggio
7 Maggio 2019 GENOVASOLIDALE - Web

Lettera pubblicata su La Repubblica il 3 maggio 2019:

“Le parole che salvano”, l’ultimo libro dell’ottantottenne psichiatra e docente Eugenio Borgna (Einaudi) vuole aiutarci nel cammino che porta all’interiorità per “risalire alla comprensione di quello che noi siamo, e di quello che sono gli altri”. Molte riflessioni sono dedicate alla ricerca di parole “che aprano porti fra noi e gli altri, tra gli altri e noi”. Riflessioni utili in una fase politica in cui prevalgono parole e anche azioni di odio.

Borgna affronta anche “la comunicazione impossibile”, quella con i profughi che giungono dall’Africa “straziati dal dolore, dalla fame, dalla paura e dalla disperazione”. Scrive: “forse non è possibile immergersi nella vita interiore, nella vita intenzionale di profughi che hanno perduto tutto, e non hanno nemmeno più le parole che dicano l’infinito loro dolore”. Giuste considerazioni già approfondite anche sui libri e sugli articoli de “La Repubblica” di Alessandra Ziniti.

Il Primo Maggio molte centinaia di neri hanno partecipato al corteo assieme a ingegneri, tecnici, operai e studenti italiani. Reggevano con fierezza lo striscione di Genovasolidale. Nel comizio finale, dal palco, un giovanissimo del Bangladesh rivendicava con orgoglio la sua partecipazione, assieme ad altri 3 mila lavoratori di più di 50 nazionalità, alla lotta per la difesa del cantiere di Sestri Ponente che costruisce le “navi più belle del mondo”. Le sue parole, che erano veramente, come scrive Borgna, “creature viventi”, hanno reso evidente che i lavoratori hanno esperienze di vita e interessi che possono unirli superando le barriere di nazionalità, lingua e religione.

Ecco, il Primo Maggio è anche questo.

Domenico Saguato