La seconda assemblea a Molassana

La seconda assemblea a Molassana
17 Maggio 2019 GENOVASOLIDALE - Web

Giovedì 16 giugno, seconda assemblea sui migranti a Villa Ines. Tema centrale l’installazione di telecamere intorno alla villa, come approvato in Consiglio Comunale, orari e controlli più rigidi per i ragazzi ospitati.

Nella prima assemblea del 7 maggio la sala della parrocchia di San Siro era strapiena, L’iniziativa del 16 è stata convocata nel Municipio di piazza dell’Olmo, in una sala con una capienza tripla, che però non è riuscita a contenere tutti i partecipanti.
Genova24 aveva preannunciato “un’assemblea pubblica molto animata” , la partecipazione di tanti cittadini “che fanno parte della rete Genovasolidale” ma anche di “tanti sostenitori della Lega”.
Prima sorpresa: questi ultimi superavano di poco la decina e anche i “numerosissimi cittadini” “timorosi o preoccupati” per l’arrivo dei migranti non si sono manifestati. Infatti questo tema, la paura per 50 giovani maschi, ampiamente agitato nella prima assemblea, non è stato neppure accennato. Nella parrocchia di san Siro era stato don Giacomo Martino a rispondere ai cittadini, questa volta c’era l’assessore comunale alla sicurezza della Lega.
Seconda sorpresa. Chi ricordava uno Stefano Garassino come l’audace che prometteva calci nel sedere a chi chiedeva l’elemosina, l’intrepido accusatore del “suo nemico numero uno, don Martino”, il coraggioso tribuno animatore delle fiaccolate di Multedo è rimasto spiazzato. L’assessore della Lega ha ampiamente e ripetutamente elogiato la struttura della Caritas a Coronata, il comportamento dei migranti a Multedo e persino lo stesso don Martino. L’assessore leghista che, per non farsi mancare nulla, si era fatto accompagnare da camionette di poliziotti, sembrava, a detta di alcuni, un moderato.
Elogi per il comportamento dei migranti, scarico delle responsabilità per i CAS sulla prefettura, ampia disponibilità ad ascoltare. Si è anche dichiarato “indifferente in un senso o nell’altro ” sull’installazione delle telecamere, prima ancora che l’assemblea si pronunciasse contro.
Sì! La Genova solidale esiste, deve continuare ad alzarsi, a confrontarsi, a farsi sentire e a unirsi.
Sì! La Genova solidale esiste, deve continuare ad alzarsi, a confrontarsi, a farsi sentire e a unirsi.
Nel dibattito animato ma nel complesso pacato, gestito con equilibrio da Roberto D’Avolio e Barbara Comparini, molti hanno motivato il rifiuto delle telecamere accolti da fragorosi applausi ma non potevano mancare accenni ai 49 milioni spariti dalle casse della Lega (ecco dove dovrebbero mettere le telecamere) e alle vicende di Legnano.
L’assessore alla sicurezza ha reagito stizzito: “qui non si discute di politica ma di fatti concreti”. Subito un giovane gli ha fatto notare che la legge sulla sicurezza, i tagli alle organizzazioni impegnate nell’accoglienza sono i fatti concreti e politici che hanno portato i 50 migranti a Molassana. Aggiungerei spostati come pacchi da strutture dove si erano già inseriti.
L’atteggiamento dell’assessore ha indispettito la sala che ha iniziato a rumoreggiare. Quando poi oltre ai milioni scomparsi e alle vicende di Legnano si è chiesto chiarimenti sui rapporti dell’assessore e del suo partito con i gruppi fascisti di estrema destra, si è subito capito che si era toccato un nervo scoperto. L’assessore non ha voluto rispondere, ha perso l’aplomb e con scatto felino si è allontanato chiudendo di fatto l’assemblea. A questo punto dai lavoratori della FIOM è partito un compatto “vergogna, vergogna” che ha sciolto la tensione della sala.
La totalità dei partecipanti, favorevoli o contrari erano chiaramente stupiti per il voltafaccia di un dirigente politico della Lega.
Quando poi l’assessore ha abbandonato a passo spedito il Municipio è stato accolto da un sarcastico applauso, fischi e cori di contestazione. Quando i partecipanti all’assemblea hanno lasciato la sala, un ragazzo entusiasta ha affermato ad alta voce che non pensava che nel quartiere ci fossero così tante persone per l’accoglienza.
Sì! La Genova solidale esiste, deve continuare ad alzarsi, a confrontarsi, a farsi sentire e a unirsi.
Sì! La Genova solidale esiste, deve continuare ad alzarsi, a confrontarsi, a farsi sentire e a unirsi.
Domenico Saguato

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