LA BATTAGLIA CONTRO L’ACCOGLIENZA da Riace a Lodi

LA BATTAGLIA CONTRO L’ACCOGLIENZA da Riace a Lodi
22 Novembre 2018 GENOVASOLIDALE - Web

Pubblichiamo l’articolo scritto da Alessandra Ziniti su La Repubblica in data 21.11.2018

“Cercavano trafficanti di uomini e hanno trovato sacchi di rifiuti indifferenziati. Va bene lo stesso quando la strada maestra finisce in un vicolo cieco, se serve a raggiungere l’obiettivo. Che, per il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, da tre anni è diventata un’ossessione: provare che le Ong, anche la più strutturata come Msf “fanno parte del sistema che aiuta i trafficanti”. Quanto basta, dopo l’inchiesta su Mimmo Lucano e la revoca da parte del Viminale del progetto Riace, spropositata risposta a irregolarità amministrative, per dare un altro colpo di piccone all’Italia tollerante e solidale che fino all’anno scorso dibatteva sullo “ius soli” e oggi si ritrova alle prese col razzismo strisciante.

“Siamo sorpresi e indignati. La sproporzione tra i fatti e l’accusa di traffico illecito di rifiuti a un’organizzazione come la nostra è sconcertante – dice Gabriele Eminente, direttore di Mfs Italia – E sequestrare una nave ferma da settimane per le pressioni internazionali che hanno di fatto privato l’Aquarius di una bandiera significa infierire”.

Indagini, leggi, decreti, ordinanze, circolari, un piccolo esercito di magistrati, prefetti, sindaci, amministratori, tutti più realisti del re, a caccia di un cavillo per erigere muri e rendere più difficile la vita agli immigrati, ma anche a chi vuole soccorrerli ed accoglierli.

Le Ong, a colpi di sequestri di navi, porti chiusi, bandiere revocate, sono state oramai fatte fuori. Ora tocca all’accoglienza. E tutto è buono per spargere il seme della discriminazione e dell’intolleranza: dal”no” alla mensa per i bambini stranieri a Lodi alla richiesta di documenti impossibili da ottenere nei paesi d’origine per aspirare ad una casa popolare avallata da un manipolo di sindaci leghisti della Val d’Adda o pretesi dalla giunta regionale del veneto per concedere i libri scolastici agli alunni stranieri, fino al coprifuoco notturno per gli ospiti degli Sprar, deciso dalla prefetta di Firenze Laura Lega che ha imposto ai gestori dei centri di aprire i pacchi dei loro ospiti.

“Ci vorrebbe un po’ di coraggio in più e degli atti di disobbedienza civile. Non possiamo accettare in silenzio queste politiche che sono un insulto alla civiltà e all’umanità. Dobbiamo risvegliare le coscienze della gente” dice don Alessandro Santoro, animatore della Comunità Le Piagge di Firenze, un altro prete toscano di “resistenza”dopo Don Biancalani che nella parrocchia di Vicofaro è stato fermato con un’ispezione dell’Asp.

Solo un antipasto rispetto alle già evidenti ripercussioni del decreto sicurezza: la stretta sulle protezioni umanitarie e i tagli al sistema di ospitalità diffusa, gli Sprar, ora riservato ai soli rifugiati e non più ai richiedenti asilo. Due articoli di poche righe capaci di dare una picconata all’intero sistema dell’accoglienza interrompendo il percorso scolastico, di formazione e integrazione di migliaia di minori al compimento del diciottesimo anno e di chi un lavoro ce l’ha già ma anche di cacciare in strada chi, con un permesso umanitario o sussidiario, è in Italia da regolare ma d’ora in avanti non ha più diritto ad avere nè un tetto nè un pasto.

Se questa è la strada segnata dal Viminale inevitabile la corsa ad”inventarsi” di tutto da parte di chi abbia un qualunque titolo per cavalcare l’onda. In prima linea i sindaci leghisti ma non solo. La delibera della prima cittadina di Lodi Sara Casanova, inflessibile nel negare la mensa ai piccoli migranti di famiglie impossibilitate a produrre la documentazione originale che attestasse le condizioni economiche, è stata cancellata da una catena di solidarietà, i regolamenti comunali sull’obbligo di autorizzazione per l’affitto ai migranti varati a Senago, Cologno Monzese, Tezzo sull’Adda sono stati bloccati dalla ex prefetta di Milano Lamorgese. Provvedimenti discriminatori a cui avevano aperto la strada atti come quello del sindaco di Alassio Enzo Canepa, poi condannato dal tribunale di Savona per l’ordinanza con cui aveva proibito l’ingresso in città a migranti sprovvisti di certificato sanitario che attestasse il loro stato di salute o quello dell’ex sindaco forzista di Turbigo Garavaglia che aveva aumentato del 600 per cento la Tari per chi ospita migranti. In attesa di sapere se Salvini insisterà con la proposta di chiusura anticipata per i negozi etnici”.