Ivano Bosco:” 30 giugno bisogna esserci” – La Repubblica 28.06.2018

Ivano Bosco:” 30 giugno bisogna esserci” – La Repubblica 28.06.2018
29 Giugno 2018 GENOVASOLIDALE - Web

Massimo Minella

C’è bisogno di ricordare un 30 giugno di quasi sessant’anni fa? Mai come in questo momento, risponde Ivano Bosco, segretario della Camera del Lavoro di Genova, presentando la manifestazione che sabato pomeriggio, nel ricordo di “quel”30 giugno 1960, farà sentire la voce democratica, antifascista e tollerante.
“Venga solo chi si riconosce in questi valori” avverte però il segretario genovese della CGIL, tornando con la memoria a quei giorni di lotta che da Genova si diffusero nel Paese e portarono alla cancellazione del congresso del Movimento Sociale a Genova e alla caduta del governo Tambroni.
Ma non teme Bosco che alla fine di questa manifestazione sopravviva più il valore storico della rispetto all’insegnamento presente?
“Intanto mi lasci dire che il valore storico di quel 30 giugno è già di per sè fondamentale. E poi non credo proprio che il ricordo di quella data possa essere confinato nell’ambito della storia. Ne sono convinto, non lo sono mai stato tanto come in questo momento.”
Perchè?
“Perchè il ricordo di quello che accadde allora, allo sciopero dichiarato dalla GGIL con qualche partito non del tutto convinto fino allo stop al congresso massimo e alla caduta del governo Tambrni, è il modo migliore per affrontare questo presente in cui l’attenzione democratica deve farsi più forte”.
Che cosa la preoccupa?
“Due forze di governo che in campagna elettorale si sono contrastate, oggi sembrano unirsi nell’insofferenza e nella repressione verso le fasce più deboli”.
Affermazione forte…
“Mi scusi, ma qual’è l’unico atto vero di questo governo se non i continui rimandi all’intolleranza e all’esclusione dei più deboli? Eppure, non dovrebbe essere difficile per chi ci governa avere un atteggiamento differente”.
Per quale motivo?
“Perchè quelle persone hanno giurato alla Costituzione, che per altro è figlia della Resistenza. Una Costituzione che parla di diritti e di doveri, che parla a tutti, anche ai più forti, chiamandoli così, ai datori di lavoro che devono rispettare i lavoratori. Basterebbe applicarla ed avremmo già risolto tutti i problemi di oggi”.
Ma secondo lei invece che cosa sta accadendo e perchè?
“Il discorso sarebbe molto lungo e complesso, cerco di sintetizzarlo con un esempio che tocca da vicino anche questa città: lo sdoganamento di certe organizzazioni che non nascondono le loro simpatie fasciste. Oggi purtroppo si fa leva su un parte della popolazione che è impoverita e impaurita, che ha perso un pezzo dei suoi diritti e delle sue certezze e che viene incantata da una falsa narrazione che individua il nemico nel migrante, nel rom, oppureche si scaglia con chi proclama il suo amore verso una persona dello stesso sesso.Ecco, chi fa veicolare questo e chi lo sostiene si muove secondo caratteristche tipiche del fascismo. Noi dobbiamo respingere queste logiche, serve una reazione importante. Genova vuol dare dimostrazione che i valori del rispetto, della tolleranza, della democrazia qui sono ancora forti. E’ l’occasione è la manifestazione di sabato alla 17”.
Che manifestazione sarà?
“Democratica ed antifascista, perchè c’è un Paese diverso che ha voglia di reagire di fronte a certe tesi. Un Paese che non cerca sempre l’uomo forte, ma che fa rivivere questi valori urlati in piazza De Ferrari quel 30 giugno. Allora, come oggi, si parte dall’antifascismo, dai valori unificanti di chi non si rassegna alla deriva che il Paese sta prendendo”.
Chi ci sarà e chi non ci sarà?
“Non voglio fare delle distinzioni, lasciamo i settarismi alla politica. Vorrei proprio che non ci fossero divisioni su questi temi, che tutti potessimo marciare uniti. Prendo atto che al momento alcune politiche di questo governo sembrano muoversi in forma contraria, ma resto convinto che su questi temi ci possa essere una forte ricomposizione sociale. Per rispondere alla sua domanda, dico comunque che ci sarà sicuramente chi ha a cuore questi concetti. Verrà, insomma, chi condivide tutto questo, chi crede in una Genova democratica e antifascista, tollerante”.