Dossier – profughi

Dossier – profughi
9 Gennaio 2018 GENOVASOLIDALE - Web

L’assessore alla Sicurezza ha elaborato un dossier-profughi di ben 18 fogli A3 fronte-retro con nomi, cognomi, nazionalità e residenza a Genova di 118 immigrati che chiedevano l’elemosina agli incroci e davanti ai supermercati e anche le generalità di altri 300 tra cui mimi, giocolieri e musicisti di strada. Per produrre questo prezioso elaborato ha utilizzato per 6 mesi (luglio-dicembre 2017) la polizia municipale di due distretti (Portoria e Foce-Albaro-Sturla).

Di fronte a questa notizia ci sorgono alcune domande. I vigili di Genova non potrebbero essere utilizzati diversamente in una città che ha problemi di viabilità, di traffico, di strutture stradali spesso fatiscenti? Genova ha un infelice record: è la città d’Italia col maggior numero di incidenti, 7,2 su 1000 abitanti nel 2017 e i vigili urbani sono mandati a caccia di persone che chiedono solidarietà o artisti di strada?  L’agente della polizia municipale, a Genova il cantuné, si è sempre caratterizzato per la sua professionalità e per la sua importante funzione di vero e proprio “sportello che cammina” a disposizione del cittadino: ora viene usato per censire migranti che, come sostiene il Presidente del Ceis, sono già schedati? Con quale utilità? Come si comporteranno i nuovi vertici dei vigili urbani a cui viene chiesto un deciso cambio di passo? L’assessore alla Sicurezza di Genova ora si occupa anche degli spiccioli (non di diamanti), non ha modi più proficui ed efficienti di svolgere le sue funzioni?

Va detto che questo dossier si presenta come un importante e sorprendente studio sociologico: chi avrebbe mai pensato che i migranti, parcheggiati per lungo tempo in strutture dove nella migliore delle ipotesi sono impegnati per qualche ora nello studio dell’italiano, nelle loro lunghe “ora libere” cercassero di raccogliere qualche euro da inviare ai loro familiari in Gambia, nel Mali o in altri Paesi?

La pubblica amministrazione, invece di spendere denaro pubblico per iniziative senza costrutto, non farebbe meglio ad operare a fianco della società civile per organizzare appositi corsi di formazione e creare opportunità professionali?

L’Assessore consegnerà questa preziosa ricerca alla Prefetta e si aspetta “che il suo intervento avvenga in maniera robusta”. Cosa significa? Cosa vuole veramente? Vuole vietare l’elemosina o inasprire i regolamenti di Polizia urbana?

Le nostre leggi e quelle dell’Unione Europea sostengono che non si può considerare illecita l’elemosina chiesta per ottenere umana solidarietà, a meno che non si turbi, nel farlo, l’ordine pubblico.

La carità e la beneficenza sono sempre state santificate in tutte le religioni, per i cattolici la carità è una virtù teologale. Il diritto alla solidarietà è un fondamento della civiltà e lo sarà finché la povertà non sarà stata sconfitta. Non crediamo che si arriverà a negare questi valori, neanche negli eccessi demagogici da campagna elettorale e ci appelliamo al buon senso e allo spirito civile del Sindaco affinché non incentivi intorno a sé atteggiamenti persecutori nei confronti di individui verso i quali sarebbe invece opportuno attivare politiche di accoglienza.

Domenico Saguato

Roberto Malini