DARWIN, MARX E IL VIRUS

DARWIN, MARX E IL VIRUS
16 Luglio 2020 GENOVASOLIDALE - Web

Massimo Recalcati, psicologo e saggista, su “Il Secolo XIX”, scrive che i due volti che più di altri ci aiutano a decifrare la pandemia sono Darwin e Marx. “Il virus sembra avere cinicamente applicato la norma darwiniana della selezione naturale della specie. Ha soppresso le vite meno adeguate a resistere, quelle più indifese”.
Il Covid inoltre “ha mostrato una verità di fondo, incontrovertibile, del ragionamento marxista: nel sistema capitalista gli esseri umani sono diversi e hanno diritti diversi in base al loro reddito… il virus non è stato affatto democratico, ma ha enfatizzato le condizioni di diseguaglianza sociale”.

I lavoratori e gli ultimi della scala sociale, ovunque nel mondo, nel Nord come nel Sud, nell’Est come nell’Ovest, stanno pagando il prezzo più alto. La Banca Mondiale calcola che la crisi spingerà sotto la soglia di povertà (1 euro e 60 centesimi al giorno) 71 milioni di persone e altri 340 milioni arretreranno a livelli di povertà peggiori degli attuali. Nel frattempo il GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft) in questi mesi ha aumentato il valore delle azioni di 1000 miliardi. Aumentano le rendite mentre aumenta la massa di miseria.
Nel mondo si preannuncia una devastante ondata di nuovi disoccupati. Il virus non è democratico, agisce in base al contesto sociale, che oggi è regolato dalle leggi del Capitale.
Massimo Recalcati sostiene che: “Darwin e Marx sono i due volti che il Covid ci ha fatto impietosamente scoprire”. Giustamente annota: “la cancellazione delle dimensioni della solidarietà, l’affermazione del successo individuale come unico criterio di realizzazione personale hanno mostrato il loro fiato corto”.
A Genova, come in molte altre città, durante il lockdown e nella fase della parziale riapertura, diverse centinaia di persone hanno intrapreso, per la prima volta, un intenso lavoro di volontariato in associazioni ed enti religiosi e laici, e stanno continuando a farlo, mentre continuano ad affluire nuovi volontari. Sono uomini e donne, prevalentemente dai 20 ai 50 anni, che hanno iniziato, in modo completamente gratuito, un’attività che li impegna, anche per più giorni, tutte le settimane. Circa un 25% di questi volontari sono immigrati o i loro figli. Come sappiamo, un’immagine che provoca una reazione emotiva incide sulle psicologie e le convinzioni sociali maggiormente rispetto a quanto viene scritto in studi, statistiche e saggi.

L’immagine di giovani e di immigrati che salgono per le scale con medicinali o con una grossa spesa ( a volte gratuita) per aiutare un genovese in difficoltà rimarrà incisa nella memoria di molti. Un quadro che ha provocato stupore, sorpresa, e ammirazione sempre. La solidarietà non ha il fiato corto.

Domenico Saguato – Genovasolidale